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Abaddon – (9, 11) Ebraico, letteralmente significa “distruzione".
Abisso – (9, 1.11 / 11, 7 / 20, 1.3) Simboleggia la residenza del male, un luogo oscuro ove manca
assolutamente la luce della verità e del bene e nel quale anche gli stessi demòni vorrebbero
non stare (vedi Luca 8, 31).
Agnello – (5, 6.8.12.13 / 6, 1.16 / 7, 9.10.14.17 / 8, 1 / 12, 11 / 13, 8.11 / 14, 1.4.10 / 15, 3 / 17, 14 /
19, 7.9 / 21, 22.23 / 22, 3) E’ il nome simbolico di Gesù, usato solo altre volte nel Nuovo
Testamento (Giovanni 1, 29 e 1° Pietro 1, 19).
Anziani – (4, 4.10 / 5, 5.6.8.11.14 / 7, 11.13 / 11, 16 / 19, 4) Sono 24, cioè 12+12, 12 tribù che
costituiscono il vecchio popolo di Dio + 12 apostoli che stanno per il nuovo popolo, cioè
la chiesa. Sono quindi un simbolo per indicare tutto il popolo di Dio, di tutti i tempi, che
sta sempre in presenza di Dio.
Apollion – (9,11) Greco, significa “distruzione” o “distruttore”. Eschilo chiamava così Apollo in
quanto dio della pestilenza e angelo sterminatore (il simbolo di Apollo era la locusta).
Aquila – (8, 13) può avere tre significati diversi: a) era segno dell’attesa del Regno di Dio, secondo
la religiosità ebraica del tempo; b) un messaggero celeste; c) strumento letterario per dare
maggiore drammaticità. E’ comunque da preferire il primo in quanto proprio da questo
punto Giovanni introduce l’intervento di Dio nella storia.
Assenzio – (8, 11) Simboleggia l’amarezza dell’esistenza, che ne è come avvelenata (vedi
Lamentazioni 3, 19), amarezza che è conseguenza dell’allontanamento da Dio (vedi
Geremia 9, 15 e 23, 15). L’assenzio era una pianta che rendeva amara l’acqua fino a
renderla imbevibile.